Il titolo dell'evento viene direttamente dal mondo digitale: quando la frequenza del segnale della scheda video fuoriesce dalla portata del refresh del monitor collegato ad essa, scatta la protezione dello schermo e lo manda in modalità Out of Range (Errore di sincronia, errore di programmazione ove parametri sono fuori portata del compilatore). Out of Range dunque, in modo trasversale, si riferisce metaforicamente a tutti i dispositivi d'output audiovisivi, dalla scheda video al monitor, dal display del cellulare al proiettore, dalla radiosveglia all'impianto di sonorizzazione teatrale, apparecchiature che ci circondano, di cui siamo accerchiati, "vittime" quasi inconsapevoli della loro influenza sulle nostre abitudini e del loro dominio su di noi. Ma Out Of Range significa anche "fuori mano", "fuori portata" o "laddove è difficile arrivare", introducendo in modo malizioso una punta di autoironia, sfatando al contempo il diffuso luogo comune nel quale si manifesta l'idea che le "campagne" siano generalmente territori poco consoni ad essere contenitori di nuove tecnologie e di nuovi media.
Il sottotitolo, Esperienze Digitali e Multimediali vuole doppiamente indicare le "esperienze" che gli artisti portano nel Castello, pensate per il luogo e l'esperienza del visitatore che interagisce con le opere e, quindi, "fa esperienza", cercando in questo modo di avvicinare le due realtà (la nostra di "comuni utilizzatori" delle tecnologie, e l'arte, la cultura digitale, a volte difficile o disorientativa. Tutto questo avviene nel "grande contenitore" del Castello, unico luogo possibile nel contatto tra "antico" e "contemporaneo", spazio irregolare e sghembo.
911 - JUST LIKE THE MOVIES di Michal Kosakowski
music, piano ed elettronica
L'opera di Michal Kosakowski è sostanzialmente un paradosso. É costituita da un "collage" di frammenti presi da decine di differenti film hollywoodiani realizzati prima degli eventi tragici dell'11 settembre 2001, e montati in modo tale che lo spettatore li percepisca non come fiction bensì come reali. Viene qui portato a compimento un processo di ribaltamento sperimentato da un grande numero di persone, le quali durante la diretta erano portate a vivere le immagini della CNN come irreali, "cinematografiche", come un film catastrofico. Il montaggio di Kosakowski mostra immagini di fiction che risultano vere, in quanto si basa sullo storyboard degli eventi. La forza del lavoro sta proprio sull'idea, in definitiva molto semplice e per questo motivo efficacissima, di affidarsi ad una drammaturgia condivisa: la storia fa sì che lo spettatore immetta un significato in un concatenarsi di inquadrature eterogenee altrimenti senza senso. Allo stesso tempo il lavoro si affida ad un'altra esperienza condivisa, globale: le immagini dei film hollywoodiani, che come le immagini dell'attentato sono state più o meno fruite da tutto il pianeta. Quasi tutti gli spettatori dello "spettacolo" dell'attentato hanno avuto l'esperienza di una sorta di gigantesco "dejà vu".
H AIR, 2010
Live performance for hairstyling and electronics audio video in real time
Partendo dallo consapevolezza che fare hairstyling non è solo una professione, ma un'arte della forma (scultura), the art styler concepisce e modella tramite la creazione di questa hairform un icona presente del presente, un immagine che è essenza di un apparire profondo. Lavorando sul modello (persone) cerca di ristabilire l'equilibrio dell'essere, scavando all'interno della sua anima e tramite una sottrazione della materia (hair), lo fa rivivere facendo lo stesso percorso del pittore quando deve ritrarre cercando di carpire e trovarne l'essenza. Considerando tutti questi presupposti, l'azione performativa avra' come obiettivo la creazione di un quadro ideale, dove i soggetti (modella/e) faranno da corpo attivo all'opera d'arte, i suoni e le immagini prodotte durante l'azione, il corpo dell'opera che nel travaglio e nella trasformazione, permetterà al pubblico di partecipare alla realizzazione dell'opera stessa.
Archimedes, a planetarium opera, 2007
music: James Dashow
video Lorenzo Ceccotti
Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, nasce a Roma nel 1978. Ha studiato Industrial Design presso la ISIA di Roma, dopo essersi formato come illustratore e fumettista alla Scuola Internazionale di Comics e alla Scuola Romana dei Fumetti. In seguito partecipa al master di narrazione sequenziale "Territori". Segue le lezioni di Igort, Stefano Ricci, Adrian Tomine, Jiro Taniguchi e Baru. Come autore realizza nel 2007 un corto (17 minuti) interamente in computer grafica "Archimedes, a planetarium opera" per la musica di James Dashow, proiettato in diversi festival internazionali di musica sperimentale
Interactive GameWall, 2010
installazione interattiva
Il Gruppo è costituito da artisti di varia natura e formazione professionale. Scopo del gruppo nel loro lavoro è quello di concentrare i vari tipi di arte in un'unica opera servendosi dell'uso di nuove tecnologie o invetandosele per l'occasione.
I componenti del gruppo sono:
Davide Totaro, Manuel Buscemi, Giovanni Bedetti, Alessio Chierico, Lorenzo Pinna, Marco Triverio e Michele Magnoni.
Alessio Chierico
Accademia di Belle Arti Carrara
www.chierico.net
Studies in Syncresis, 2010
video (01'57")
Il video nasce da una sperimentazione nata dalla costruzione di uno script in codice, reattivo al suono, fatto tramite programmazione. L'estetica utilizzata coniuga l'emotività dell'audio alle caratteristiche tecniche del digitale e l'interpretazione "generativa" che da codice diventa immagine. La traccia sonora è composta dalla registrazione di paesaggi urbani, processati, e rielaborati parallelamente all'estetica del video.
Cdplayer, 2010
installazione interattiva
L'installazione "CD player" intende legittimare il suo stesso nome, proponendo un lettore CD che suona dei propri suoni, delle proprie vibrazioni, della propria meccanica. I rumori dei motorini che muovono il CD e il laser vengono inseriti in un sistema di amplificazione, elevando simbolicamente i suoni che ne derivano allo stato di "musica". I comandi del lettore CD, che determinano i movimenti dei motorini, sono attivati dalla musica del CD che il lettore stesso riproduce. Quando si riscontra una determinata somiglianza tra i due soggetti sonori, viene attivato il comando corrispondente all'azione meccanica che produrrà il suono con le caratteristiche simili a quello analizzato.
"Ciascuno di noi ha l'innata convinzione che il mondo intero, con tutti e tutto ciò che contiene, sia stato creato per noi, come una sorta di appendice necessaria."
"L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi."
"Noi siamo profondamente egoisti e, se seguiamo l'inclinazione naturale, vediamo ogni cosa in funzione del nostro sacrosanto io." E tu?
Luca Amato Ceccarini
Accademia di Belle Arti Urbino
decode.lc
Sipario in RGB, 2009
stampa digitale su dibond 150x150 cm
L'opera nasce da un dibattito sull'utilizzo del colore nei media digitali ed è la naturale continuazione di una serie incompiuta del 2005.
Come punto di partenza è stata scelta un'immagine fotografica del sipario del teatro Petruzzelli, da cui sono stati campionati 256 colori, disposti a griglia secondo popolarità (ossia in ordine di frequenza d'occorrenza). Ogni tassello è contrassegnato dal proprio valore cromatico espresso in RGB, modello di colore di tipo additivo principalmente utilizzato in dispositivi elettronici di visualizzazione (display, tv, computer, ecc.). Questo modello di colore, si basa sui tre colori rosso (Red), verde (Green) e blu (Blue) che, miscelati tra loro, restituiscono quasi tutto lo spettro dei colori visibili.
Rappresentando i singoli colori che costituiscono l'immagine - in questo caso del sipario - attraverso uno spazio cromatico (o modello di colore, appunto), l'opera intende indicizzare, come un filtro concettuale, il confine tra reale e l'immagine digitale (o elettronica, in senso lato, in quanto sistema di nuovi media).
To stive to in-perfection, 2004
animazione video (2'33'')
musica di Aphex Twin '4'
Durante tutta la nostra esistenza tendiamo a perfezionarci esteticamente, quasi a raggiungere un essenza percettiva che duri in eterno, tutto in funzione dimostrativa, di un io che a volte non ci appartiene. Ma che funziona se ben inserito in una società sempre più priva di valori emozionali. La percezione del proprio corpo non sempre è esattamente quello che ci aspettiamo negli occhi di chi ci osserva, scorgiamo il nostro riflesso sgranato, tremolante e deformato, e lo prendiamo per verità assoluta.
La sostanza fluida, dinamica, si accanisce su quella materica, compatta, smorzando la sua regolarità e semplicità, ravvivando la sua forma, dando vita a piccole microstrutture, in grado di radicare le proprie radici a procreare, fiorire, svilupparsi in movimento, lasciando un segno indelebile lungo l'area che l'ospita, incidendo una sua lingua, un dialogo che interpreti, susciti aspetti e significati differenti.
La VITA domina la superficie, ramificando, espandendosi mediante un segno carnale, vitale. Questa diffusione virile appare incontrastata lungo il suo percorso di contagio passionale, spontaneo e per questo veritiero.
La forma viene intesa come identità, punto d'incontro, riferimento, contrapposta al caos di un pensiero perso, confuso, che può trovare riparo, ragione in questi movimenti autonomi.
Se perderemo la memoria della città, i luoghi che ce la fanno scoprire, smarriremo anche la nostra capacità di orientarci, cadremo vittime delle grandi dimensioni, di ciò che è inafferrabile, onnipotente. Dobbiamo batterci per conservare tutto ciò che è piccolo, che conferisce alle grandi cose una prospettiva da cui vederle?
(W. Wenders)
_where?, 2010
video (02'25") www.vimeo.com/9003327
Dove, luogo, destinazione, scopo. Dove vogliamo arrivare? Che scopi stiamo inseguendo? Dove ci porteranno le innovazioni tecnologiche e l'inevitabile evoluzione sociale? Lo scopo di questo video è suscitare una riflessione, non immediata, su questi concetti.
Photobrust, 2010
video (1'50") www.vimeo.com/8828509
Semplice e piccola riflessione attraverso un montaggio di fotogrammi scattati nella sede dell'accademia di belle arti d'urbino. Scatti dei volti, degli ambienti, delle azioni dei ragazzi che frequentano l'accademia.
In che modo contribuiremo al formarsi del nuovo mondo?
L'urlo muto, 2010
video (01'19")
"L'urlo muto" si potrebbe pensare che esprime la tristezza, l'angoscia o la malinconia ma in realtà rappresenta l'impossibilità di voler parlare o meglio urlare.
Senza titolo, 2010
video (00'51")
I grandi brand si sono impossessati dell'immaginario collettivo, lo gestiscono a loro piacimento e trasformano gli individui in consumatori lobotomizzati. Dato che nessuno sbarra loro la strada, la loro presenza è ormai talmente invasiva da farli individuare come il vero Potere, assai più efficace e onnipotente dei poteri politici, religiosi o civili.
Something is wrong, 2010
video (03'30")
Un sogno? Visioni del nostro inconscio che riflettono un mondo vissuto.
Una ragazza che si ritrova a viaggiare, nel fantastico, nell’inimmaginabile, forse nel tempo e nel contempo una contraddizione, anzi due: uomnini misteriosi, dentro, nel sogno ma anche al di fuori di esso...Qualcosa non va...
Un nesso tra reale e irreale...Un varco si è aperto...Nulla è concluso!
La terra di lavoro, 2010
video (02'03'') Il canto popolare, 2010
video (05'46'')
la voce di Pasolini riecheggia tra passato-presente-futuro, un omaggio alla verità, alla poesia, al sacro...
Marco Mondaini, Nikola Brunelli,
Paolo Dellabiancia, Luca Bontempi
Accademia di Belle Arti Macerata
Skunk, 2010
video (03’38”)
Un cortometraggio che vuole illustrare come il mondo della criminalità anche se non organizzata porti comunque alla sottrazione dei legami sentimentali tra le persone.
In questa storia concisa si cerca di mostrare attraverso un esempio ristretto ad una periferia sconosciuta come l’assuefazione al potere e al controllo sia causa di dolore e morte a partire dal piccolo paese sconosciuto fino ad arrivare alle grandi organizzazioni anche legittimate.
Per quanto riguarda la storia si parla di un intreccio di vicende intorno ad una busta di marjuana (SKUNK).
E’ caratterizzata da colpi di scena continui in un mondo in cui la fiducia “ad personam” viene del tutto a mancare.